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VINCITORI - Premio letterario - Città Riviera del Brenta (III edizione)

Il giorno 7 Aprile 2018 si è tenuta la premiazione del 3° Concorso Letterario “Città Riviera Del Brenta” . I racconti premiati sono i seguenti:

  • 1° classificato con il racconto “Cenere” Alexandra Mc Millan Di Biase
  • 2° classificato con il racconto “Frenesia” Roberto De Polo
  • 3° classificato con il racconto “La Strega” Isabella Grandesso

Attestato di partecipazione a: Davide Bacchi con il racconto “ Amelie” Cristina Bertolin con il racconto “Cena per soli uomini” Maria Maela Bertazzo con il racconto “ Dove s’intravede il mare” Kevin Cantarelli con il racconto “ Il lago della memoria” Elena Salvato con il racconto “ Il tesoro di nonna Natalia” Pietro Calandra con il racconto “ Transuranici” Valter Serafini con il racconto “ Un amore Americano”

Di seguito le motivazioni con cui la giuria ha premiato i racconti:

Cenere

Cenere coglie l'essenza della problematica esistenziale di una donna che sta precipitando in un tunnel senza vie d'uscita. Con un linguaggio caratterizzato da una notevole accuratezza d'espressione, la narrazione trasmette la crescente sensazione di angoscia che si sviluppa nel mondo psichico della protagonista. Pur consapevole della trappola esistenziale che le si sta aprendo davanti, la protagonista sembra accettare passivamente la regressione della propria identità di persona e di donna. Caratterizzato da una forte unità stilistica, il testo non si limita a "descrivere", spingendo il lettore a vivere con questa figura di donna la prigione della sua rassegnata passività.

Frenesia

Frenesia è il racconto della giornata di una giovane donna che vive in uno spazio esistenziale fatto di comportamenti ipocriti. Lo svolgersi del racconto è dominato da un linguaggio, volutamente sgraziato, in qualche caso rozzo e superficiale, che si sviluppa in perfetta sintonia con il ritmo convulso delle azioni e dei pensieri della protagonista. Questo linguaggio, anche con alcuni riferimenti a certe insulse locuzioni tipiche del mondo del web, descrive efficacemente una realtà sociale priva di imperativi morali. Da questa realtà emergono tanto la vacuità dei comportamenti dei personaggi centrali del racconto quanto le tensioni che inevitabilmente scuotono la vita mentale della protagonista.

La strega

"La strega" racconta la storia di uno scrittore che scopre di essere il protagonista vivente di un romanzo che ha appena finito di scrivere. Il racconto, che appartiene a pieno titolo al genere gotico, collega abilmente il livello di realtà dello scrittore impegnato nella stesura del proprio romanzo, con il piano fantastico, abitato dai segni sempre più inquietanti della presenza della strega. La narrazione pone in essere un intreccio ben congegnato grazie al quale il piano della realtà oggettiva si mescola progressivamente con il piano fantastico. Quest’ultimo, alla fine, diventa l'effettiva realtà della narrazione trascinando in questo passaggio la stessa mente del lettore.

Amelie

La lettura di questo racconto è come un breve giro di giostra. Ci facciamo catturare dall’imbarazzante sorpresa capitata alla narratrice e quasi senza volerlo cadiamo nei suoi panni. Tutto ha inizio con una lettera che impone alla protagonista di ripetere l’esame di maturità, dopo 25 anni, a causa di alcune irregolarità e la sua angoscia ci accompagnerà fino alla fine. Una scrittura disinvolta e fresca ci racconta la storia semplicemente, senza forzature ma il ritmo è incalzante e la giostra si fa più minacciosa, un labirinto da cui sembra impossibile uscire. Quando il giro giunge a termine, al risveglio della protagonista, con un grande sospiro di sollievo, scendiamo e riprendiamo il nostro cammino.

Cena per soli uomini

Racconto dall’aria nostalgica, sulle note delle burle d’altri tempi, gradevole ma nello stesso tempo irritante, scritto con un linguaggio scorrevole e convincente. Quattro amici si trovano per la solita cena annuale durante la quale uno di loro, l’ingenuo di turno, inghiotte controvoglia inevitabili bocconi amari. Lo scherzo che sembra ripetersi da sempre, apparentemente innocuo, lascia il segno sul già precario equilibrio della vita del povero semplice uomo. Una storia comune, costruita su piccoli gesti e dialoghi che evocano quell’età goliardica che non sempre riconosce il confine tra gioco e inganno.

Dove s’intravede il mare

Può il tempo della vita e dei desideri più profondi rimettersi in moto anche se ormai gran parte della vita è trascorsa su altri binari? Il racconto “Dove s’intravede il mare” affronta con semplicità e linguaggio quotidiano la tematica, intrecciando diverse scene temporali. Il dolore per la tragica morte del padre porta Meri, ancora bambina, al ripudio e all’odio per quella che era stata la sua grande passione, condivisa proprio con lui, la musica. Ma la corazza, innalzata tanto tempo prima, s’incrina allorché la vita che la protagonista si è costruita e comunque scelta la pone di fronte alla possibilità di sriappropriarsi dell’amato/odiato pianoforte: può intravedere il mare e tentare di riappropriarsi della dimensione del desiderio. La fine del racconto lascia abilmente il lettore di fronte all’incertezza su cosa questo punto di svolta comporterà nella vita futura della protagonista, ma il suo salire quella scala della Scuola di Musica testimonia che forse per lei qualcosa che era rimasto immobile non lo è più.

Il lago della memoria

Questo racconto, appartenente al genere fantastico, affronta un tema cruciale per l’identità di ogni persona, quello del rapporto con la memoria delle proprie vicissitudini personali. Il racconto, con una scrittura in qualche momento vivida e intensa, suggerisce che ricordare “tutto”, anche ciò che abbiamo confinato nel nostro inconscio, potrebbe essere un’esperienza insopportabile da cui verremmo inevitabilmente travolti. Verso la fine, però, il racconto offre una via d’uscita, vale a dire che si può imparare a convivere con i ricordi delle nostre sconfitte e delle nostre sofferenze lasciando che il tempo, nel suo fluire, permetta di stemperare le emozioni che ne derivano.

Il tesoro di nonna Natalia

Il tesoro di nonna Natalia è una piccola fiaba scritta con armonia e leggerezza. Come dice Calvino nelle sue “Lezioni Americane” la leggerezza in un testo letterario è una conquista difficile perché occorre togliere al linguaggio la pesantezza del mondo materiale che ci circonda. Ed è anche difficile che un autore riesca a far sparire dal testo se stesso, lasciando parlare i personaggi e la loro storia. Lo scrittore di questo racconto vi riesce bene con grazia e delicatezza, permettendo a chi legge di immergersi in un mondo caldo e vivo di animali e sentimenti, e regalandogli anche un delizioso lieto fine.

Trans-uranici

Trans-uranici è un racconto intelligente che solo ad uno sguardo superficiale appartiene al genere fantascientifico. In realtà, esso, con un linguaggio metaforico, affronta il tema dell’esclusione sociale delle persone che sono “diverse” dalla maggioranza. Neptunio e Plutonio sono due amici esclusi dalla società degli urani perché ritenuti “strani” e dai comportamenti bizzarri. Essi tornano in armonia con il contesto solo quando, grazie al processo naturale di decadimento atomico, diventano uguali agli urani. Il finale è a lieto fine, ma suggerisce al lettore un interrogativo. Per essere in sintonia con il proprio ambiente è necessario omologarsi ai modelli dominanti, oppure si può tentare di venire riconosciuti e accettati per tutte le differenze che rendono più ricca e libera la cultura del mondo cui si appartiene?

Un amore americano

Il racconto con una narrazione che si sviluppa con molta facilità e agilità affronta il tema della disillusione rispetto alle aspettative amaramente tradite dagli eventi della vita. Il desiderio di un potenziale amore giovanile di Mario, reso ancora più affascinante e fantasticabile per il suo carattere esotico (la ragazza incontrata è americana) frana allorché in un successivo incontro il tempo mette il protagonista drasticamente di fronte ai cambiamenti sia dell’aspetto fisico che dei modi di fare di Judy. L’amaro finale del racconto è interessante perché mostra come Mario allo scopo di evitare la pena di altre delusioni vieti a se stesso - con penosa ironia - la possibilità di un nuovo incontro che invece avrebbe potuto cambiare la sua vita.

Foto premiazione

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A.L.A
Associazione Liberi Autori
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