Hai paura che qualcuno ci veda?

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«Hai un fisico invidiabile. Gambe magre, caviglie asciutte. Sei alta. Insomma, sei uno splendore. Non capisco cosa ti prenda».
«E tu, sei convinta? Ti senti così sicura?»
Cecilia è colta di sorpresa nel sentirla dubbiosa. Lascia sul letto le poche cose che deve ancora sistemare e va alla finestra.
Nella stanza l’unico segno di vita è il ticchettio della pioggia sui vetri. Cecilia davanti alla finestra e Miranda davanti allo specchio. Non guardano più dalla stessa parte. La camera a cinque stelle è di troppo. Due stelle rispecchierebbero meglio il loro stato d’animo.
Miranda entra in bagno, chiude la porta e fa partire la doccia.
Cecilia si sente improvvisamente libera. Finisce di sistemare le sue cose nella cassettiera, prende il cellulare dal comodino, torna alla finestra e chiama il numero che ha già in memoria.
Poi mette i due cuscini contro la testiera del letto in modo da appoggiare la schiena e si sistema per leggere qualcosa.
Segue con distacco tutti i rumori che vengono dal bagno. Doccia, phon, spazzolino dentale elettrico. Guarda l’orologio. Sono le quattro. Pensa che al Van Gogh ci andrà da sola e la cosa non le dispiace.
«Dai, preparati. Alle cinque dobbiamo essere lì» dice Miranda uscendo dal bagno.
Cecilia non risponde.
Miranda sceglie perizoma, reggiseno, calze e camicetta. Prende gli orecchini dal portagioie e li appoggia sul comodino. Dall’armadio sfila il tailleur e sistema tutto sul letto. Poi guarda le scarpe tacco dodici che sono in fianco al comodino.

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